4 – 10 OTTOBRE

I giorni passano quasi senza che me ne accorga, un frullatore incredibile di emozioni e sensazioni difficilmente spiegabili e ancora più difficili da mettere per iscritto…

Negli ultimi giorni sono stato poco presente in questo diario di viaggio non per scelta ma per le tantissime cose da fare ma ancora di più perché volevo godermi il ritorno in famiglia, due anni di assenza sembrano pochi ma credetemi che qui sono sembrati un tempo infinito ma veniamo a noi.

Dopo l’ultimo test molecolare il giorno 4 ed aver atteso il risultato dello stesso (risultato arrivato alle ore 22 del 5 ottobre..), il giorno 6 sono uscito assieme alla collaboratrice che mi assistito da Tana per l’ottenimento del permesso di ingresso prima e quindi del visto di lungo soggiorno dopo.

Abbiamo visitato i vari ministeri e depositato i dossier presso di essi utili all’ottenimento del visto stesso, quindi successivamente mi sono spostato verso l’aeroporto di Tana e più precisamente all’Hotel Le Chat’ò a 5 minuti da Ivato.

La mattina del 7 ottobre la sveglia è suonata molto presto, alle ore 4.30, il tempo di una rinfrescata e di caricare la valigia in auto e alle 5.15 siamo in aeroporto, sale l’attesa…

Arrivo e prima cosa scopro che da stamattina non si fanno più i tamponi rapidi sui voli interni ufficialmente per decisione del governo, ufficiosamente perché pare abbiamo terminato i tamponi rapidi, comunque poco importa mi metto in attesa dopo aver imbarcato il bagaglio e passato i controlli rimango in attesa del mio volo, Tulear è ormai a poche ore di volo…

Sono le 9.20 quando tocco terra a Tulear, finalmente, dopo 2 anni un’attesa lunghissima ma adesso sono qui… ci sono alcuni controlli prima di accedere all’aeroporto di Tulear, misurazione febbre e disinfezione e poi via, recupero il bagaglio ed esco alla svelta ad attendermi ci sono Fardalina e Auguste assieme all’autista Rom che mi accolgono con un abbraccio forte, fraterno.

Saliamo in auto e via subito a Villa Tsararivotra, il primo impatto con Tulear dopo 2 anni è di una città più povera di come l’ho lasciata nel 2019, il caos dei pouss-pouss, camion ed auto che lentamente si insinuano tra le persone e le bici ma la cosa che balza all’occhio subito è il gran vento….

È incredibile ti sposta mi dicono essere il periodo del vento qui a Tulear, ottobre e novembre, sono i mesi in cui i venti dal Sud soffiano in modo impetuoso.

La giornata passa tra saluti di vecchi amici e nuovi un continuo via vai di di amici, la famiglia è ricomposta finalmente.

Arriva la sera ed è li che la festa ha inizio!

Mi hanno preparato una festa incredibile, cibo gasy, canti e balli, il clima è incredibile, ci sono tutti, tutti li a dirmi TongaSoa (Benvenuto!). Faccio fatica trattenere le emozioni, chiamo Nicole e Asia, in qualche modo voglio che siano partecipi anche loro seppur a 10.000 Km di distanza, sono ormai le 23.30 quando riesco finalmente rientrare in camera.

La testa è una centrifuga continua, penso, penso tantissimo, faccio veramente fatica ad addormentarmi e quando ci riesco vengo svegliato dal canto di Georgina alle 5 del mattino, non proprio il tipo di risveglio che immaginavo ma va bene comunque, provo ad addormentarmi ma ormai Tulear è in moto e la popolazione è già attiva e quindi niente, alziamoci!

Dopo una ricca colazione a base di miele di baobab e fette biscottate mi avvio alla EPP Tanamabao dove ad attendermi trovo tutti i ragazzi che mi accolgono in una festa incredibile tra canti e balli ed il saluto di ognuno di loro.

Mi sembra un tuffo nel passato, questa lontananza forzata è come se avesse azzerato tutto, i ragazzi però non dimenticano e nell’aria continuo sentire il mio nome, bimbi che mi chiamano ovunque, visito quindi tutte le classi e finalmente vedo il frutto anche di lavoro e sacrificio dei due anni: il blocco sanitario con bagni e docce e la fossa settica, la mensa (enorme rispetto a prima) la torre dell’acqua e tutti i collegamenti acqua ai bagni, docce e alla cucina, CHE GIOIA!

Sabato 9 è il grande giorno!

Scopro finalmente il progetto TRANOBONGO MISY TANTELY, un progetto nato in piena pandemia, finanziato lo scorso Natale e realizzato nel medesimo momento. Arrivo e trovo queste piccole pesti ad aspettarmi, la mamma è meravigliosa, amorevole e sempre sorridente, i bimbi sono argento vivo, mi accompagnano a visitare tutto: la sala polivalente, la casa dove vivono con la mamma, il bagno e la doccia, l’orto, il pozzo con la torre dell’acqua per la distribuzione continua in tutti gli stabili.

È incredibile vedere tutto ciò, sapere che tutto ciò sta avendo un impatto pazzesco nella vita di tutti loro, mi riempie di gioia ed orgoglio che cerco in qualche modo di trasmettere a tutto il consiglio di Aid4Mada in Italia tramite foto e video, vorrei fossero tutti li in quel momento a giocare con me e loro a calcio e a rincorrersi.

La sera arriva presto e rientriamo con la promessa che domani sarà un giorno ancora migliore a Tranobongo e così è infatti, la domenica in Madagascar è un giorno sacro ovvero tutto il Madagascar o quasi, si ferma per le celebrazioni religiose e quindi tutti i ragazzi del team Aid4Mada vanno in chiesa. Io invece vado dai bimbi a Tranobongo e passo tutta la giornata con loro, pranziamo assieme preparando un buonissimo pranzo e poi nel pomeriggio tutti assieme prepariamo la grande festa della sera. Sì perché la sera tutto il team viene li e davanti ad un falò celebriamo l’inaugurazione ufficiale del progetto promettendoci tutti assieme sostegno per sempre e condivisione di intenti, il clima è pazzesco c’è tanto amore e si respira FAMIGLIA!

Ceniamo tutti assieme a buffet sempre con musica e balli fino a mezzanotte, mettiamo a nanna i bimbi verso le 21.30, domani si va a scuola e assieme a loro ci vado anch’io e quindi anche per me la sveglia sarà molto presto…

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