Il 14 febbraio 2018 è una tappa fondamentale di questa storia.

È il giorno in cui è cambiato tutto per la nostra associazione.

E per diverse migliaia di persone di Tulear.

Ma andiamo con ordine.

Il 6 febbraio Davide, Nicole, Asia, Valeria e Francesco arrivarono a Tulear, raggiunti il giorno seguente da un altrettanto nutrita delegazione dell’associazione toscana.

Per la prima volta i volontari di entrambe le associazioni si ritrovavano insieme a Tulear, e il motivo era solo uno.

La grande cerimonia di inaugurazione del Villaggio Afaka e del pozzo fissata per il 14 febbraio. Il giorno di San Valentino. Scelta tutt’altro che casuale.

Le cose da fare prima del grande evento erano tantissime e i volontari lavorarono fianco a fianco con il personale malgascio dell’associazione per tutta la settimana precedente.

In quei giorni faceva molto caldo a Tulear. Del resto in Madagascar a febbraio è estate piena, un’estate torrida e difficile da sopportare per chi viene dalle nostre latitudini. Nonostante ciò nessuno si risparmiò in quei giorni.

C’erano le nuove aule da tirare a lucido e tinteggiare. I lavori alla mensa e alla cucina da finire. L’aula informatica da allestire con i pc donati da amici italiani e da cablare. E poi andavano preparate le ricompense per chi aveva partecipato alla campagna di crowdfunding. I video ringraziamenti da parte dei bimbi della materna, gli stessi che solo qualche giorno prima erano stati inseriti all’interno del Villaggio Afaka grazie ai fondi raccolti. E poi soprattutto i nomi dei donatori da dipingere sulle pareti dell’aula.

Oltre a queste attività straordinarie c’era anche tutto il resto. Gli incontri con i bambini e gli insegnanti di tutte le classi, le visite alle loro case per consegnare i regali da parte dei genitori adottivi, il partage, ovvero la consegna periodica di alimenti e prodotti per l’igiene alle famiglie dei bambini.

E non dimentichiamoci che, in mezzo a tutto questo trambusto, bisognava preparare un evento epocale, non solo per l’associazione ma forse per tutta la città di Tulear. Davide e i ragazzi si occupavano di allestire tutto il necessario: i gazebo, le sedie, l’impianto audio, i nastri da tagliare, le bibite e il cibo per il rinfresco, i taxi per le autorità.

Eh sì, perché anche le principali autorità di Tulear erano state invitate, e gli inviti li avevano dovuti fare di persona Nicole e la presidente dell’associazione toscana. Come nella migliore tradizione malgascia.

Insomma, furono giorni di fuoco e il gran caldo e le piogge tropicali li resero ancora più faticosi. Ma l’entusiasmo era alto e l’allegria costante dei bambini fu il migliore aiuto che i ragazzi potessero desiderare. Il personale del Villaggio Afaka poi si prodigò oltre ogni misura per dare una mano, senza perdere mai il sorriso e l’ottimismo. Uomini e donne che quando la sera calava e i battenti della scuola chiudevano tornavano nelle loro capanne di paglia o di lamiera, in cui li aspettavano le numerose famiglie con cui dovevano dividere poco cibo, poco spazio, poco futuro. Ma che ogni mattina si presentavano puntuali e sorridenti al Villaggio Afaka e si rimboccavano le maniche per fare del loro meglio. Per giocare la propria parte nel cambiamento che l’associazione stava portando nelle vite di centinaia di bambini, nelle loro vite.

È solo grazie a queste persone che il 14 febbraio 2018 fu la giornata più straordinaria nella storia dell’associazione. Una giornata che ti farò raccontare direttamente dalle parole del diario di viaggio di Davide e Nicole. Come è giusto che sia.

“A Tulear non c’è mai stata una cerimonia di inaugurazione come quella che abbiamo fatto oggi qui al villaggio Afaka.

La cerimonia è stata organizzata per inaugurare il nuovo pozzo e sono state invitate tutte le più alte autorità della regione di Toliara, la tv e le famiglie dei beneficiari.

Il pozzo,  garantirà acqua potabile a tutti i bimbi presenti al villaggio e alle rispettive famiglie. La sua costruzione è iniziata a fine novembre ed è terminata a metà gennaio. Il pozzo è dotato di una pompa elettrica che preleva acqua a 14 metri di profondità e di un sistema di filtraggio a ultravioletti  che ne garantisce sterilizzazione e potabilità.

È stata costruita anche una torre su cui è stato installato un serbatoio di 500 m3 di capacità per l’accumulo e la disponibilità immediata d’acqua nei 12 punti di approvvigionamento all’interno del villaggio.

Tutto è pronto…gazebo per gli insegnanti, gazebo per le autorità compreso il Cardinale, gazebo per la nostra delegazione e gazebo per i bimbi e le famiglie, il palco e 4 tavole con tutto il materiale portato dai volontari in viaggio.

Si respira emozione e forse anche un po’ di nervosismo, l’evento è importante e si deve fare una buona impressione.

Dopo aver atteso per 40 minuti finalmente è arrivato anche il Capo della regione seguito dalle fidate guardie del corpo, la cerimonia è stata aperta con l’alzabandiera e l’inno nazionale malgascio, seguito poi da danze tradizionali del sud del Madagascar ballate dai nostri ragazzi.

 

Si susseguono sul palco per i ringraziamenti e discorsi vari, i rappresentanti delle due associazioni in primis e poi via via tutte le autorità: il Capo della Provincia di Toliara, la Direttrice Regionale del Ministero della Popolazione e della Promozione della Donna e infine il più alto in carica, il Capo della Regione.

Espletati i lunghi convenevoli, ultime danze e poi tutti verso il pozzo per il taglio del nastro effettuato dal Capo della Regione, che, subito dopo, con un significativo ed emozionante gesto, ha riempito diversi bicchieri d’acqua e ha brindato assieme alle autorità.

Il nostro lavoro è stato ripagato… non riesco a trattenere le lacrime e quando incrocio gli occhi di Davide e li vedo colmi di lacrime, non posso non andargli incontro e abbracciarlo forte, fortissimo e stretti stretti iniziamo a piangere. A noi si unisce anche Francesco commosso ed emozionato… ce l’abbiamo fatta!!!! [ti ricordo che il pozzo era stato finanziato dalla famiglia di Francesco in memoria della sorella Lucia, scomparsa in tenera età, NdA]

Mentre tutte le autorità e la delegazione continuano la visita delle 11 aule scolastiche, terminate nell’ottobre 2017, della cucina, della mensa, della nuova biblioteca con la sala informatica dotata di 8 pc, forniti da donatori italiani e dell’infermeria, noi ci fermiamo al pozzo, ci facciamo un po’ di foto, ci assaporiamo da soli questo momento!

Per le autorità l’evento si conclude con un ricco cocktail per noi invece la festa continua!

Offriamo e serviamo il pranzo a tutte le famiglie presenti, un bel piatto di riso, pollo e carote.

E poi finalmente si passa a ciò che i malgasci adorano di più…BALLARE.

Incredibile, si scatenano tutti…. piccoli, grandi, educatori, cuoche e noi non possiamo esimerci nel buttarci nella mischia!

Lancio le infradito e iniziò a ballare scalza… da buona malgascia!

Ci divertiamo tantissimo…. cala il sole i bimbi devono rientrare prima che sia buio… domani tutti a casa, niente scuola!”

E cala anche il sipario sul racconto di questa incredibile giornata.

Ma la Storia dell’Acqua si può dire che inizi veramente proprio ora.

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