Cosa sono i Crediti di Carbonio e perché sono così importanti per noi

I nostri pozzi stanno riducendo 75.000 tonnellate di CO2 ogni anno e noi stiamo trasformando queste minori emissioni in entrate finanziarie.

Sembra strano ma è proprio così.

Nel 2018, quando abbiamo avviato il nostro progetto L’ACQUA È VITA, abbiamo deciso di certificarne l’impatto ambientale e sociale, seguendo la metodologia richiesta da Gold Standard, uno dei principali enti certificatori a livello mondiale in questo campo.

In questo modo abbiamo:

  • misurato in modo scientifico quanta CO2 riusciamo a evitare di immettere in atmosfera ogni anno grazie al nostro progetto
  • trasformato queste minori emissioni in Crediti di Carbonio
  • venduto i Crediti di Carbonio ottenendo entrate finanziarie per i nostri prossimi progetti

Ma andiamo con ordine, attingendo un po’ di informazioni dal blog di Madaprojects, la società di consulenza che ci sta assistendo fin dall’inizio lungo tutto questo processo di certificazione, generazione e vendita dei Crediti di Carbonio.

Cosa sono i Crediti di Carbonio

Oggi se ne parla un po’ di più rispetto a quando abbiamo avviato il nostro progetto 3 anni fa: ci sono aziende che fanno pubblicità anche in TV ai loro prodotti Carbon Neutral, compagnie aeree e tour operator che compensano le emissioni dei viaggi che vendono, APP e piattaforme online che permettono anche ai privati di acquistare Crediti di Carbonio. Giusto per citare qualche esempio.

Ma siamo consapevoli che la conoscenza approfondita di questo strumento è ancora poco diffusa tra i non addetti ai lavori, e che inoltre c’è anche molta disinformazione e confusione.

Ecco perché ci sembra utile fare un po’ di chiarezza sui Crediti di Carbonio.

I Crediti di Carbonio sono uno strumento finanziario introdotto per la prima volta dal Protocollo di Kyoto, e sancito ulteriormente dall’Accordo di Parigi del 2015 come meccanismo in grado di compensare gli effetti delle emissioni di gas serra, e quindi di contrastare i cambiamenti climatici.

Un credito di carbonio equivale a una tonnellata di CO2 equivalente la cui emissione in atmosfera è stata evitata, ridotta o sequestrata, attraverso interventi specifici.

Questo titolo di credito può essere negoziato sia sui mercati dei Crediti di Carbonio (volontari o regolamentati), sia attraverso trattative private con gli acquirenti.

Gli acquirenti finali dei crediti di carbonio sono tipicamente aziende operanti nei Paesi sviluppati che desiderano (o devono nel caso operino in settori soggetti a regolamentazione) compensare la propria impronta ambientale e raggiungere la Carbon Neutrality.

Spesso infatti le strategie climatiche adottate da queste aziende sono costituite dalla combinazione di interventi sui propri processi interni (insetting) e di acquisto di crediti di carbonio generati da progetti realizzati da soggetti terzi (offsetting).

Questi soggetti terzi (i progettisti, come noi) sono rappresentati tipicamente da enti no profit che operano nei Paesi in Via di Sviluppo e realizzano progetti in grado di evitare, ridurre o rimuovere CO2 dall’atmosfera, e che ricadono all’interno delle seguenti principali macro-categorie:

  • energie rinnovabili
  • acqua sicura e potabile
  • stufe efficienti e illuminazione domestica
  • agricoltura smart
  • gestione sostenibile dei rifiuti
  • riforestazione / riduzione della deforestazione

Attraverso questo meccanismo, i progettisti possono quindi valorizzare i loro progetti che creano un impatto sul clima vendendo i Crediti di Carbonio da questi generati ad aziende che desiderano, o devono, compensare l’impatto ambientale della propria attività.

Come si fa a generare e vendere Crediti di Carbonio

Non tutti i progetti, seppur afferenti alle macro-categorie indicate, possono generare Crediti di Carbonio. È innanzitutto fondamentale una verifica preliminare del progetto, che possa consentire al progettista di comprendere se e quanti Crediti di Carbonio potrebbero essere generati.

Una volta appurato che il progetto è eligibile, inoltre, per generare e vendere i Crediti di Carbonio non è sufficiente realizzarlo, ma è necessario ottenere la certificazione dei Crediti generati da parte di un ente certificatore indipendente e riconosciuto.

Il progettista deve quindi seguire un iter metodologico predefinito che richiede diverse attività da svolgere durante tutte le fasi del progetto (prima, durante e dopo la realizzazione), mirate a certificare che l’impatto ambientale dello stesso sia reale, addizionale, misurabile e verificabile.

L’addizionalità in particolare è un requisito molto importante: in pratica, il progettista deve dimostrare che senza i Crediti di Carbonio non sarebbe stato possibile avviare e mantenere nel tempo il proprio progetto. E questo può avvenire solo se viene realizzato in un Paese in Via di Sviluppo, dove solitamente non ci sono gli strumenti finanziari disponibili nei Paesi Sviluppati (contributi governativi, accesso al credito bancario, ecc).

Una volta ottenuta la certificazione, il progettista deve impegnarsi a mantenerla nel tempo attraverso una serie di attività di monitoraggio da svolgere periodicamente per garantire la continuità dell’impatto generato.

Se tali attività vengono svolte correttamente e l’impatto certificato, allora i Crediti di Carbonio sono vendibili, sia sui mercati che a privati.

In questo caso il progettista riceve entrate economiche che dipendono dalla quantità di crediti venduti e dal prezzo di vendita. Tali entrate sono realizzabili per tutto il periodo di generazione dei crediti, che nel caso dei progetti legati all’accesso all’acqua come il nostro è pari a 5 anni dopo la costruzione del pozzo.

Perché il nostro progetto genera Crediti di Carbonio

Lo avevamo già scritto in un precedente articolo (che puoi leggere qui), ma è utile spiegarlo di nuovo.

In questi due anni abbiamo costruito 10 pozzi a pompa manuale e 15 Water Tower a pompa solare, che oggi garantiscono acqua potabile gratuita e illimitata a circa 50 mila persone. A ottobre partirà una nuova fase del progetto, che prevede la costruzione entro fine 2022 di altre 9 Water Tower, che porteranno il numero dei beneficiari a superare le 90 mila unità (come puoi leggere in questo articolo).

Prima del nostro intervento queste persone erano costrette ad approvvigionarsi di acqua non potabile da fonti non sicure (acquitrini, buche nel terreno, pozzi a cielo aperto) e a purificarla attraverso l’ebollizione.

Questo processo comporta la combustione di legna o carbone, e quindi l’emissione di CO2 in atmosfera.

Attraverso la costruzione di pozzi che erogano acqua già potabile, permettiamo alla popolazione di evitare l’ebollizione e questo si traduce in:

  • un minor consumo di combustibili fossili
  • una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera

Grazie a questo progetto stiamo quindi riducendo già 75.000 tonnellate ogni anno di emissioni di CO2, che diventeranno quasi 100.000 con le prossime costruzioni.

E quindi generando altrettanti Crediti di Carbonio che vengono venduti alle aziende italiane ed europee che vogliono raggiungere la Carbon Neutrality.

Quanto ci costa certificare il progetto

Seguire questo iter certificativo comporta per noi lo svolgimento di tutta una serie di attività, anche abbastanza complesse e impegnative, che altrimenti non avremmo dovuto sostenere.

Nello specifico, prima di costruire i pozzi, ogni 2 anni dobbiamo:

  • organizzare un incontro con tutti i soggetti interessati dal progetto (Local Stakeholder Meeting): rappresentanti delle comunità dei villaggi, autorità locali e nazionali, altre ONG operanti nel territorio, referenti locali dell’ente certificatore, ecc
  • realizzare una serie di interviste alle famiglie che vivono nei villaggi (Baseline Survey), per capire le loro abitudini di consumo dell’acqua pre-progetto: dove la prelevano, quanta ne utilizzano e per quali scopi, se la fanno bollire prima di berla, quale tipo di combustibile usano per farla bollire, ecc
  • realizzare una serie di test di ebollizione dell’acqua (Water Boiling Test), per misurare in modo preciso quanto carbone o legna viene bruciato ogni anno per far bollire l’acqua non potabile, e stimare quindi il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 grazie al progetto

Poi, dopo aver costruito i pozzi, ogni anno dobbiamo:

  • realizzare le analisi periodiche della qualità dell’acqua presso un laboratorio accreditato dell’Università di Tulear, per essere certi che sia effettivamente potabile e in linea con gli standard nazionali
  • realizzare una serie di test (Water Consumption Field Test) e interviste sui consumi di acqua da parte della popolazione (Usage Survey), per misurare in modo preciso quanta CO2 stiamo realmente evitando di liberare in atmosfera grazie al fatto che le famiglie non bruciano più carbone o legna
  • organizzare in ogni villaggio campagne di sensibilizzazione all’igiene personale e al corretto utilizzo dell’acqua, che in questi ultimi due anni abbiamo sfruttato anche per sensibilizzare le famiglie alla difesa dal Covid (in questo articolo puoi leggere ad esempio il reportage del nostro tour anti-Covid di luglio 2021)
  • realizzare un censimento periodico della popolazione, per misurare in modo preciso quante persone stanno attingendo l’acqua dai nostri pozzi

Tutte queste attività hanno dei costi, sia per i servizi acquistati all’esterno (i costi di certificazione, le analisi dell’acqua, l’organizzazione degli incontri, ecc), sia soprattutto per il personale interno impiegato (che quindi dobbiamo sottrarre ad altre attività).

Parliamo di diverse migliaia di euro da sostenere ogni anno, fondi che quindi non vengono impiegati per coprire le spese degli altri nostri progetti.

Quali sono i benefici che ne stiamo ottenendo

Ovviamente se abbiamo deciso di seguire questa strada è perché questi costi sono ampiamente coperti dai benefici che ne stiamo ottenendo.

Parlando in termini economici, nel 2020 abbiamo iniziato a vendere i primi Crediti di Carbonio generati dai pozzi costruiti nel 2018, ottenendo entrate finanziarie superiori ai 20.000 € (come indicato nel Bilancio e nell’Annual Report che puoi consultare qui).

Nella prima parte del 2021 abbiamo già superato questa cifra, e al momento siamo nelle fasi conclusive della certificazione delle Water Tower solari costruite nel 2019 e nel 2020. Quando arriverà la validazione da parte di Gold Standard potremo mettere sul mercato anche questi Crediti di Carbonio, che sono molti di più di quelli generati dai pozzi manuali del 2018 (perché servono molte più persone).

E la cosa ancora più interessante è che spesso questi Crediti di Carbonio vengono acquistati dalle aziende clienti su base pluriennale, garantendo a chi li genera entrate certe e ricorrenti per 3 o 5 anni.

Quindi ci aspettiamo che, già a partire da quest’anno, la vendita di Crediti di Carbonio possa diventare la nostra principale fonte di entrate finanziarie.

In questo modo potremo autofinanziare le prossime Water Tower, ma anche altri progetti che possano a loro volta generare nuovi Crediti di Carbonio (come ad esempio, la distribuzione di stufe efficienti o il contrasto alla deforestazione).

Ma ci sono anche altri benefici che stiamo ottenendo attraverso la certificazione del nostro progetto, e in particolare:

  • la possibilità di misurare in modo oggettivo e riconosciuto, e quindi comunicare alla nostra community, l’impatto generato da questi progetti in termini di riduzione di emissioni di CO2 e di impatto sugli altri Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030
  • il ritorno reputazionale e di immagine che deriva dall’entrare in contatto con importanti organizzazioni che acquistano i nostri Crediti di Carbonio (pensa che addirittura una produzione cinematografica internazionale ha deciso di compensare in questo modo le emissioni di CO2 di un importante film in uscita l’anno prossimo, ma al momento non possiamo spoilerare di più)

Quindi, in sintesi, è un gioco che vale assolutamente la pena giocare.

Soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo da un anno e mezzo a causa della pandemia Covid, che sta mettendo in ginocchio tante ONG e realtà del Terzo Settore.

Se nel 2020 siamo riusciti a fare meglio del 2019, e se nei prossimi anni riusciremo a continuare a crescere e a portare avanti sempre più progetti, aumentando l’impatto generato per la popolazione del Madagascar, è anche grazie ai Crediti di Carbonio.

E a quel rischio che ci siamo presi 3 anni fa, quando quasi nessuno conosceva questo strumento.

Come puoi verificare questi dati

Le informazioni sui nostri progetti, così come quelle di tutti i progetti che generano Crediti di Carbonio Certificati, sono pubbliche e accessibili a chiunque desideri consultarle.

Nel nostro caso, sul Registro di Gold Standard puoi trovare:

  • le schede dei nostri 2 progetti già certificati (ogni progetto corrisponde a circa 10.000 tons di CO2 ridotte): qui e qui
  • le schede dei nostri 5 progetti in fase di certificazione: qui, qui, qui, qui e qui
  • le schede dei nostri 2 progetti che andranno in certificazione entro fine anno: qui e qui

Se desideri approfondire il tema dei Crediti di Carbonio, magari perché conosci qualche ONG come la nostra che potrebbe realizzare progetti in grado di generarli, ti consigliamo di contattare i nostri partner di Madaprojects.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi